Intestazione



A Pontelandolfo c'era un'osteria

All'indomani della proclamazione del Regno d'Italia, in molte parti dei territori dell'ex Regno delle Due Sicilie scoppiarono moti di rivolta filoborbonici, ma anche di semplice ribellione nei confronti del nuovo conquistatore. Il 7 agosto 1861, festa di San Donato, alcuni briganti comandati da un ex sergente del disciolto esercito borbonico, Cosimo Giordano, occup˛ il paese di Pontelandolfo, nel beneventano, proclamandovi un governo provvisorio. Pochi giorni dopo, sul posto fu inviato un drappello di quaranta soldati piemontesi ai quali era stato affidato il compito di effettuare una ricognizione nel paese rivoltoso. Nei pressi di Pontelandolfo per˛ i militari vennero catturati dai briganti agli ordini di Angelo Pica, furono portati a Casalduni e qui uccisi. Il generale del Regio Esercito Enrico Cialdini, appresa la notizia convoc˛ il colonnello Pier Eleonoro Negri e il maggiore Melegari ai quali ordin˛ la distruzione di Casalduni e Pontelandolfo e l'uccisione dei suoi abitanti. Gli abitanti di Casalduni, venuti a sapere dell'arrivo dei soldati, riuscirono a scappare durante la notte, ma la gente di Pontelandolfo venne sorpresa nel sonno..e il fuoco della violenta rappresaglia dei bersaglieri di Cialdini non risparmi˛ nessuno. All'indomani del massacro, il colonnello Negri telegraf˛ a Cialdini: "Ieri mattina all'alba giustizia fu fatta contro Pontelandolfo e Casalduni. Essi bruciano ancora."

Generale Cialdini