Intestazione



Silenzio in trincea

4 novembre 1918, tardo pomeriggio. Quattro alpini del 7° Reggimento Battaglione Feltre, stanno lasciando la trincea che per molto tempo è stata scena di dure battaglie contro le truppe austro-ungariche. La guerra è ormai alla fine. Dopo la disfatta di Caporetto l'esercito italiano ha inflitto una pesante sconfitta al nemico che è in ritirata. Dopo aver fatto servizio di copertura a due infermiere, gli alpini stanno frettolosamente raccogliendo le loro cose nella trincea per poi mettersi in marcia verso Trento. Tutto appare tranquillo quando, da dietro delle rocce, qualcuno inizia a sparare su di loro, forse dei soldati austro-ungarici non disposti ad accettare la sconfitta. Rassicurati da un bersagliere ciclista dell'arrivo del suo battaglione alle prime luci dell'alba, il sergente alpino Carlo Maioli, decide di ricorrere ad uno stratagemma per guadagnare il tempo necessario all'arrivo dei rinforzi. Gli alpini (romagnoli di Modigliana e Tredozio, tutti facenti parte di una banda musicale già prima dell'inizio della guerra), decidono di intrattenere i nemici offrendo loro un concertino. In un susseguirsi di atti di coraggio, momenti di pura tensione, si svolge la storia, intervallata dai canti, eseguiti dal vivo, della tradizione alpina (da "Sul cappello" a "Gorizia"); il tutto permeato da un sottile umorismo che rende meno drammatico il racconto di quella enorme tragedia che lasciò sul campo milioni di caduti.